“Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.”
Ciao Claud.

Claude Lévi-Strauss
E come sarebbe stato andare nella sua scuola ed averci LUI, Maurice Merleau-Ponty e Simone de Beauvoir come insegnanti?
“Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.”
Ciao Claud.

Claude Lévi-Strauss
E come sarebbe stato andare nella sua scuola ed averci LUI, Maurice Merleau-Ponty e Simone de Beauvoir come insegnanti?
Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato da tag Claude Lévi-Strauss | 1 Commento »
In principio un po’ scettica. Come sarà andare in moto per la prima volta per i 2000 km programmati? Come passa il tempo a stare dietro? Si, le strade saranno belle, dice che la Provenza è interessante da vedere anche solo di passaggio. Mi fido? Mi fido.
La moto è una BMW R80 RT dell’87, la fidanzata del mio compagno, che poi è LUI che guida. Bella responsabilità per LUI questo viaggio!
Preparativi.
Mi vesto e mi manca un para-gomito della giacca Tucano Urban comprata all’ultimo minuto. I pantaloni Dainese sono pesanti, ma con le prese d’aria non sentirò caldo (dicono). E porto l’iPod che non si sa mai se mi annoio e poi la musica fa andare avanti il tempo e lo spazio. Dentro c’ho i Nomadi, Shunk anansie, Lhasa De Sela, Caparezza, Capossela, James Taylor, Daniele Sepe, Jean Baez e la cartella VARIEmistone.
E così si parte. Certo Pisa-Ventimiglia non finisce mai, il vento c’è anche se non c’è, e per non creare attrito alla moto stringo le ginocchia che poi però hanno un’autonomia di non più di 2 ore in quella posizione.
Chi sta dietro.
Qualcuno mi consiglia di guardare il piede ogni tanto, l’asfalto che passa sotto dice che fa un bell’effetto. Uffa, il piede è coperto dal ginocchio e quindi niente da fare. Eh! Dove mettere sto piede? Tutto un apparato del motore brucia e il film che ci si fa dopo tante ore di viaggio è che se lo metti nel posto sbagliato scarpe e pantaloni prendono fuoco. Ma questa conclusione è per coloro i quali stanno dietro e hanno una visione un po’ catastrofica della vita oppure semplicemente ammazzano il tempo con certe immagini.
Il tempo si ammazza spesso con i pensieri che vanno a ritmo di vento. E se ci s’infila in un pensiero complicato, è un casino uscirne. Allora meglio accendere la musica e guardare.
Chi sta dietro guarda principalmente di lato. E quando guarda avanti, fa da guida se sa dove si sta andando. E questo è consigliabile perché gratificante. Insomma, è sempre un guidare.
La musica s’incontra col vento che copre inevitabilmente certe frequenze ed è curioso scoprire quanto sia stonato un cantante senza i bassi.
Scopro che esiste un linguaggio inter-mototuristi -ma perché tutti quelli che sorpassano si stirano la gamba destra?- Ah! E’ il saluto! I moto turisti che passano avanti ti salutano così, d’altronde non potrebbero staccare la mano dal gas. Allora chi sta dietro può sostituire la gambina del conducente con la propria mano, alzarla come a dire “ehi fratello, bonne route!”. Quelli che hanno la stessa moto non si risparmiano mai il saluto, quelli con le moto diverse, dipende (in Provenza rarissimamente non ti salutano). E poi chissà cosa si dicono “Hai visto quella moto? E’ del ’60, ce l’aveva tizio nel film…”
Poi inventiamo il linguaggio intra-mototuristi. Chi sta dietro indica ad esempio, al momento opportuno (e non sempre è facile trovarlo), la sosta-pipì: unire indice e pollice e fargli percorrere un filo invisibile funziona! Oppure indice e pollice che fanno il tondo per l’ok, o mano aperta che sbatte contro il muro d’aria per dire “aspetta”. Infatti, un consiglio per chi sta davanti è che se non si ha l’interfono e se chi sta dietro ha la musica alle orecchie, si deve aspettare che questi acceda alla tasca della giacca e prema il tasto pausa per poter rispondere all’eventuale domanda. Il consiglio a chi sta dietro è di arrestare comunque la musica in città e in generale in percorsi semi-sconosciuti, quando insomma, il ruolo di consigliere è cruciale.
Check dei bagagli. Ogni tanto una manina sulle stringhe che tengono le borse per sentirne la tensione sembra una paranoia, ma non lo è. E’ successo. Le stuoie della tenda stavano scivolando lentamente dopo Marsiglia. Mentre velocemente è schizzato via il foularino legato male al collo, sulla strada per la Costa Brava. Il pensiero è: e se è andato in faccia ad un altro moto-turista?
Nel sud della Francia ci si ferma (troppo) spesso ai pedaggi, chi sta dietro può tenere la carta per pagare (è certamente meglio degli spiccioli, ci si metterebbe troppo tempo tra contarli e/o prendere il resto). Idem per quanto riguarda le tessere per l’accesso ai campeggi (che attivano la sbarra all’entrata). Anche se spesso lo spazio per passare al di là, per una moto c’è. Non per l’Honda quella enorme in cui sei seduto in poltrona, ma quella neanche in città mi sa che ci può andare. No, su quelle moto si sta troppo comodi e chi sta dietro si annoierebbe.La funzione di retromarcista è tutta nostra, popolo del chi non guida! Basta tirare trovando un appiglio (tipo il portapacchi) e il gioco è fatto.E poi da dietro si possono fare le foto, si può allacciare il casco a chi guida, se se l’è dimenticato (successo: strada per Tourtour) e anche dormire, ma non è facilissimo.
E così il tempo è passato né lento né veloce, da Pisa a Hyères a Aigue Mortes poi Cassis e Aix en Provence, passando poi su Arles e dritti verso El port de la Selva, per poi tornare in Francia ad Avignone e Orange fino a Tourtour e poi la triste e interminabile Ventimiglia-Pisa. E lì, di nuovo. Povere ginocchia.
E il vento passa attraverso.
Ho fatto bene a fidarmi, grazie Mic e ci sei riuscito a farmi diventare amica della tua fidanzata.
Chissà come sarebbe stare davanti, poi.
Per approfondimenti sul viaggio, visita http://enezvaz.wordpress.com/ sezione “HIGHBEAM FERNLICHT” in 7 puntate!
Pubblicato in girovagando | Contrassegnato da tag BMW R80 RT, mototurismo | 7 Commenti »
Forse cercavi: Togo pavesi
No, caro Google, cercavo una cartina del Togo perché un post senza immagini è noioso.

Allora guardiamo il Togo.
Guardiamo dov’è collocato, leggiamo un po’ di soria su wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Togo)
E poi ricordiamolo perché ieri è stato il 94esimo Paese al mondo ad aver abolito la pena di morte.
Segnali dal sud.
Pubblicato in Timesis, Uncategorized | Contrassegnato da tag pena di morte, Togo | Lascia un commento »
Più va avanti il tempo e più tutta questa storia ci coinvolge in pieno perché vediamo che c’è in giro molta gente che viene coinvolta nella stessa maniera. Non è una questione d’età; ci sono persone di qualsiasi età e questo da più senso alla Storia, alla nostra Storia…che poi è la storia delle persone che camminano vivono e si amano ed è…bellissimo. Ciao a tutti, grazie, come sempre, sempre Nomadi.
Diceva così Augusto Daolio durante uno dei suoi ultimi concerti. E poi cantava Io Vagabondo.
E così, una mattina di maggio mi risveglio di nuovo in Madagascar. Ancora la terra rossa sotto i piedi. E ancora verso sud, ma stavolta un po’ più a nord: Mahajanga, o Majunga, perché i francesi hanno un po’ cambiato i nomi delle città. Majunga ha le case coloniali che i francesi hanno lasciato ai malgasci dopo l’indipendenza. 
Si affaccia sul canale di Mozambico e ricorda quello che Dodoma è per la Tanzania: un posto che prova a essere una vera città. La tribù è quella dei Sakalava, i marroncini gli occhi vietnamiti e il naso bantu. I Sakalava della classe povera tirano i pousse pousse: i carretti colorati.
Dovresti starci talmente disteso che la voglia di salirci sopra ti passa. Però li guardi e li fotografi, anche se passano veloci. Majunga ha un baobab in piazza, di fronte al mare, ci si arriva da Corso Francia, andando sempre “Mahiiinji” e cioè “tutto dritto”. Te lo dicono già all’aeroporto di andare a vedere il baobab. Il vasaha (lo straniero) si chiede “chissà da quanto tempo è lì” e la risposta è “da tanto tempo”.

Majunga ha un lungomare con le caserme di polizia e le signore che fanno le brochette di zebu di sera e spennano i polli di giorno. I bimbi ti vendono la coca cola con i carretti dei gelati delle spiagge italiane, e poi vengono a riprendersi il vuoto 500 mt più avanti mentre mangi in un ristorantino. Sanno sempre dove vai. E sanno che un vuoto ha valore. Soprattutto ora che c’è la crisi. Si, una crisi di città. Mentre l’ex DJ (Rajoelina) vince sull’ex lattaio (Ravalomanana) in campagna non cambia nulla (perché lì, poveri lo sono sempre), ma in città pensano di no. Il latte, l’acqua, l’olio, il pane, adesso costano 3 volte tanto. C’est la transition après le coup d’Etat. Si, ma come si fa a chiedere a un popolo povero di aspettare che la transizione transiti? Però loro sorridono e spingono i pousse pousse.
Un giorno passa un taxi brousse e prende un tipo in pieno, chi guarda vede che lo portano via. Forse non è morto, altrimenti non l’avrebbero portato via così di corsa. E tu pensi che al contrario l’avrebbero lasciato lì un po’ di più? Già…il famoso e complicato culto dei morti malgascio. Poi giri l’angolo e tutto continua per te e per loro, ospiti entrambi.

A Majunga ci sono i comoriani delle vicine isole che studiano all’Università. Ma anche loro sono vasaha e così pagano il doppio delle tasse. Ne abbiamo incontrata una, una sera; ci ha accompagnato alla festa dell’Assunzione a Notre Dame de Majunga. La fila fuori non era una fila, ma un ammasso di gente che comprava il biglietto. Abbiamo “scelto” la ragazza e lasciato la festa ai malgasci. Quella sera non avevamo fame, bastavano crêpes e parole. Lei ha preso una bottiglia di bon bon anglais e il gelato alla vaniglia. Nei suoi racconti c’era qualcosa di mio di molto lontano: mio nonno e la guerra, i libri delle elementari, il sud. Tornerà a casa dai suoi e dal suo fidanzato, forse si sposerà, e forse non sarà facile vivere a Anjouan senza un lavoro. Suo padre le manda i soldi per vivere con un passeggero di un aereo, scelto lì per lì. Poi, lei va all’aeroporto e sa che quello con i baffi è la persona con i soldi. A volte funziona, a volte nessuno ha i baffi. Sorride, si tocca continuamente la fronte quando prende fiato. Io mangio la mia crêpe flambe. Poi di colpo esclama “HAH!” Dice che finalmente sta bene dopo l’arrivo dell’esprit. Metto in dubbio la mia comprensione del francese. Le mie compagne mi dicono che è uno spirito quello di cui parla. Sono imbarazzata, ma voglio che continui e lei continua. Il “medico” adesso le ha detto che se gli porta un ombi (zebù) lei guarirà. Si, può darsi. Chissà. Forse. Ciao, non ricordo il tuo nome, bonne chance. E di colpo sono a Mayotte.
foto di Daniela Antonacci
Pubblicato in girovagando | Contrassegnato da tag madagascar, mahajanga, majunga, sakalava | 4 Commenti »
Grazie a Francesco Bracci, un sito web ricchissimo di dati per Pisa
Pubblicato in girovagando | Contrassegnato da tag meteorologia | Lascia un commento »
Un post su questo artista e sui suoi lavori sul Blog Enez Vaz
Pubblicato in Libri & Cinema | Contrassegnato da tag Levni Yilmaz | Lascia un commento »

L'intervista a Toni Negri del 1983
E pensare che c’è chi dice che a Pisa non succede mai niente! Mercoledì 22 Aprile, per chi vuole e chi può, c’e’ un doppio programma che prevede due presentazioni di libri.
Si comincia alle 17:30 alla Libreria Feltrinelli con la presentazione del libro Con un piede impigliato nella storia, di Anna Negri (la figlia di Toni), mentre due ore dopo, all’Istituto Professionale Matteotti in via Garibaldi 194, è la volta di un incontro-presentazione (Musica e dialogo interculturale) che ruota intorno al recente libro di David Nieri Da Cat Stevens a Yusuf Islam.
Sul primo incontro ci illumina Davide Guadagni sul Tirreno di domenica scorsa, 19 aprile. Il Guadagni pare essersi eletto a memoria storica, sulle colonne del Tirreno, degli ultimi quarant’anni di Pisa. E in fatti lì ci racconta anche la vicenda di come Toni Negri fu intervistato a Pisa, coi microfoni di Radio Ulisse, da Astore Ricoveri e Giorgio Meletti i quali – appunto – presenteranno il libro da Feltrinelli. La storia del libro ruota intorno all’esperienza di una bambina – poi ragazza e donna – alle prese con le irruzioni della polizia a casa fin da quando aveva 12 anni. Chissà se è un libro interessante.
Il libro su Cat Stevens (scritto con la passione di un fan, e quindi poco obiettivo, anzi molto sbilanciato sul “ma come mi garba Cat Stevens!”) è invece solo un pretesto per l’incontro all’Istituto Matteotti. Fra le autorità che interverranno all’evento delle 19:30, infatti, ci sono Manola Guazzini, assessora alle politiche dell’immigrazione del Comune, Giorgio e Adam Cocilovo, rappresentanti della Comunità Islamica Italiana, e il Prof. Massimo Salani, filosofo e teologo. Interessante il fatto che alla fine ci sarà un ricevimento offerto dagli studenti dei corsi serali di cucina e ristorazione.
Anna Negri, Con un piede impigliato nella Storia, Feltrinelli, 272pp., 17 Euro.
David Nieri, Da Cat Stevens a Yusuf Islam, Pacini, 160 pp., 14 Euro.
Pubblicato in Libri & Cinema | Contrassegnato da tag Anna Negri, Astore Ricoveri, Cat Stevens, David Nieri, Giorgio Meletti, Radio Ulisse | Lascia un commento »
U
na volta via Bovio a Pisa era nota soprattutto per la palestra. “Ho l’allenamento. Dove? Alla palestra di Via Bovio”. La stessa via, oggi, è nota soprattutto perché vi ha sede l’Associazione Culturale Imago, al numero 10.
Venerdi’ 15 maggio 2009, alle ore 18, si apre la mostra fotografica di Mario Pestarini dal titolo “I riflessi e la galaverna“, con fotografie scattate nel periodo dall’agosto 2008 al marzo 2009. La mostra prosegue poi fino al 21 maggio.
Le fotografie esposte sono in vendita; l’intero ricavato sarà destinato a sostenere l’asilo nido di Betlemme dove sono accolti e ospitati bambini palestinesi di ogni provenienza e religione.
Il rinfresco, all’apertura della mostra, è preparato e offerto da Claudia, Sara e Gabriele del Circolo ARCI comunale di San Giuliano Terme.
La montatura delle fotografie è stata realizzata con materiale di recupero e lavoro messo a disposizione da Nicola Toccafondo, falegname in San Giuliano.
Dedalo di Pisa ha contribuito alla realizzazione del catalogo.
Il fotografo ringrazia tutti loro ed anche gli altri amici che hanno contribuito alla mostra.

Pisa, primo gennaio 2009
Pubblicato in Timesis | Contrassegnato da tag fotografia, imago, pestarini | Lascia un commento »
La Strada Statale Tiburtina è la numero 5. Si chiama così perché porta a Tivoli (Tibur), ma poi prosegue e arriva fino a Pescara. Nei pressi di questa strada, non lontano da Roma, ci sono due località che giustificano una bella giornatona piena di “scampagnata aria aperta e cultura”.
Sorvoliamo sulla Villa di Adriano che si trova prima della salitona per Tivoli; se ne parlerà un’altra volta. Supponendo di visitare la Villa Adriana in mattinata, si può attraversare Tivoli e poi continuare sulla Tiburtina fino a Subiaco: una cinquantina di chilometri di campagna, con pochi paesi, bei paesaggi e la stazione ferroviaria di Mandela. A Subiaco (città natale di Ciccio Graziani) ci si ferma a mangiare un po’ di pizza al taglio per aspettare l’ora, e poi ci si inerpica per pochi minuti sulla stradicciola per Jenne. Passato il monastero di Santa Scolastica, si punta dritto a quello di suo fratello, San Benedetto, detto anche il Sacro Speco. Qui il santo norcino, intorno all’anno 500, si installò per tre anni in una grotta a fare l’eremita (celebre l’episodio in cui per sfuggire alla tentazione si gettò nudo in un cespuglio di rovi e ortiche). Sulla grotticella fu eretto il primo santuario e poi a poco a poco, appiccicato alla scoscesissima parete rocciosa, il monastero monumentale.
Il monastero apre alle tre e mezzo del pomeriggio e la visita è “libera”, nel senso che si può girovagare per i vari livelli dell’edificio verticale, e soffermarsi nei vari giardini e cortiletti pensili. Ma i veri gioielli stanno sui muri e sui soffitti. Affreschi dal XIII al XVI secolo ricoprono interamente le due chiese (una sopra all’altra) le scalinate, il transetto, insomma ogni dove. E c’è un modo di figure umane, umanissime, da guardare e riguardare (un libriccino in vendita al negozio di souvenir li illustra bene in dettaglio). Dal cortile si può anche sbirciare nella biblioteca: oltre 100.000 volumi, oltre a migliaia di pergamene ad anche preziosi manoscritti.
In epoca di marketing e merchandising, anche i frati si sono attrezzati. Oltre al prevedibile negozio con i prodotti dei frati, c’è anche il sito internet dal quale si possono ordinare prodotti di bellezza, liquori, ed altri prodotti. Ma il sito è anche un buon punto di partenza per farsi un’idea prima di partire per la scampagnata.
Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato da tag san benedetto, subiaco | Lascia un commento »